Cidec Brindisi

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2009 - La Crisi che usura

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Tratto da Libera@mente agosto/settembre 2009

Le Banche chiudono i Rubinetti, La Malavita apre le Porte: "Così è la fine"
Un Osservatorio per combattere recessione e malavita

C'è crisi. E fa tremare i polsi l' ipotesi che spietate organizzazioni criminali dedite al raket delle estorsioni e all' usura, stiano mettendo pressione, facendo leva proprio sulle deficenze di cassa dovute al periodo di recessione. Un rischio per nulla trascurato dalla Direzione Distrettuale antimafia di Lecce, che in tema di pizzo e usura è impegnata da tempo in un' azione investigativa ad ampio raggio, finalizzata a monitorare, anche nella provincia di di Brindisi, interessi, flussi e movimenti nell' ambito della criminalità: malavita ben

 attrezzata, portatrice di affari sporchi ed in grado con più facilità, nei periodi di magra, di investire e penetrare nel tessuto sociale ed economico. Uno dei primo blitz, messi a frutto dalle forze dell' ordine, ha consentito di sgominare a Bariuna insospettabile organizzazione malavitosa. Apparentemente povera gente gli aguzzini, sicuramente povera gente le vittime; ma i primi si sono arricchiti praticando estorsioni e prestiti ad usura, esercitando violenze di ogni tipo sui secondi, gente gente che spesso aveva bisogno di soldi per campare, per tirare avanti, per mangiare e per vestirsi.
Il gruppo di usurai è stato incastrato dalla squadra mobile del capoluago pugliese che arrestando sette persone, compreso una settantenne, ha messo fuori causa un sodalizio criminale che prestava soldi ad usura a piccoli commercianti del semicentrale quartiere barese di San Pasquale. Le indagini della squadra mobile presero il via lo scorso anno, in seguito all' improvvisa chiusura di un negozio di biancheria intima e di un altro di detersivi che una coppia di coniugi gestiva nel popolar4e quartiere Carassi.
I due erano stati costretti a cessare le loro attività a causa delle vessazioni subite dagli estortori, che in una circostanza arrivarono a ripulire entrambi i locali della merce contenuta. Tante storie come queste rischiano di non emergere, di essere soffocate dal silenzio, dall' omertà, dalla paura. Un lavoraccio, anche questo, quello delle forze dell' ordine, impegnate a scardinare un inossidabile muro di gomma. A monte, una valanga di bilanci in rosso, che riscia di franare, costringendo molti operatori commerciali a chiudere bottega. Una tendenza negativa già in atto da anni, ma che rischia di subire una accellerazione definitiva a cauda della crisi. La bufera economica potrebbe segnare il de profundibus per molti negozi, da mesi costretti a fare i conti con un  calo delle vendite che non accenna a diminuire. A tyestimoniarlo, su scala nazionale, sono ancora una volta i dati diffusi dall' Istat: a Maggio le vendite al dettaglio hanno subito una flessione del 2,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E a soffrire di più per la picchiata dei consumi sono proprio i piccoli esercizi commerciali, che hanno visto diminuire il loro giro d'affari del 3,8%, a un ritmo più che doppio rispetto al calo registrato dalla grande distribuzione (-1,5%).
Un divario che risulta ancora più evidente se si considera soltanto il settore alimentare: in questo caso la contrazione delle vendite per i piccoli negozi è stata del 4,4%, quella di ipermercati e supermercati "soltanto" dell'1,7%. Una perdita di appeal da parte dei piccoli commercianti che le associazioni di categoria giudicano ormai insostenibile. Le previsioni? Nel 2009 il saldo tra nuove aperture e chiusure di botteghe e negozi sarà negativo di almeno 50mila unità. Dai grandi numeri alla realtà locale. Ostuni non è certo un' isola felice. E la crisi con tutti i riflessi e le conseguenze connesse, starebbe raggiungendo i livelli di guardia. "Il rischio dell' usura, la precarietà di molti esercizi commerciali. Tutto vero. Anche nella città bianca il clima non è buono spiega Mimmo Lubes (Cidec). "In merito alla grave crisi in cui versa il settore commercio della Provincia di Brindisi, mi associo alle considerazioni espresse da tutti coloro che, come l' amico Tony D' Amore ( Presidente provinciale Confesercenti di Brindisi, intendono promuovere iniziative che coinvolgano l' intera categoria, senza spaccatura alcuna, per raggiungere l' obiettivo comune di superare questo periodo negativo.
Mi preme evidenziare - aggiunge Lubes - che di fatto i numeri della crisi sono più grandi di quelli sin qui indicati, e non tengono in debito conto lediverse problematiche che giornalmente i commercianto, ma anche gli artigiani, devono affrontare e che rischiano di incidere ancor più negativamente su questp periodo di crisi. Tali problematiche sono direttamente collegate alle enormi spese che si devono comunque sostenere e che, spesso, non riescono a soddisfare con conseguente proliferare di azioni esecutive intraprese dalle banche, dalle finanziarie, dai fornitori, dalle varie società di recupero crediti e da Equitalia". Come reagire dunque? "Ritengo assolutamente necessario - spiega Lubes - istituire un Osservatorio a cura della Presidenza della Camera di Commercio, che coinvolga tutte le Associazioni e le Istituzioni presenti sul nostro territorio, interessando per alcune specifiche tematiche anche il prefetto di Brindisi, affinchè si possa, congiuntamente discutere e prendere iniziative volte ad alleviare, almeno in parte, tutti noi dalle difficoltà in questione".

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Febbraio 2010 22:46